Santa Claus is coming to town. Il 25 dicembre è come una deadline, un flashback, in cui scorrono i fotogrammi della nostra vita, è tempo di bilanci. Guardando alla politica si avvicina il finale di stagione per il ducetto e per la sua concezione proprietaria della cosa pubblica connessa ad un’ambizione smodata.
E in gran parte priva di senso. L’ultima sortita la dedica a Sergio Ramelli di una scuola nata da un errore macroscopico, la demolizione di una scuola integra, la Dag Hammarskyold, e la sua collocazione in un luogo sbagliato, soffocata tra le abitazioni della zona 167.
Sergio Ramelli era un militante del Fronte della Gioventù (MSI), un’organizzazione di chiara ispirazione neofascista. Negli anni Settanta il Fronte della Gioventù operava in un clima di: forte polarizzazione ideologica, scontri frequenti tra opposti estremismi, crescente violenza politica, che coinvolse anche molti giovani. È in questo contesto che militava Sergio Ramelli.
La scuola è inoltre allocata nel posto sbagliato, in uno spazio che un politico lungimirante avrebbe arricchito di verde e di giochi per i bambini. Invece pare stretta tra le abitazioni della zona 167. Una scelta che non è piaciuta nemmeno a chi quelle case le abita. La decisione di dedicare una scuola a qualcuno non è mai imposta, può partire dal Collegio dei docenti, dal Consiglio d’Istituto o dall’ente locale. Alcuni pareri sono obbligatori: il Collegio dei docenti, il Consiglio d’Istituto e l’Ufficio Scolastico Regionale. È necessaria inoltre l’autorizzazione del Prefetto, perché l’intitolazione riguarda un edificio pubblico.
Secondo la normativa e la prassi amministrativa, il nome scelto deve rispettare alcuni criteri: persona deceduta da almeno 10 anni (salvo deroghe motivate per figure di eccezionale rilievo), alto valore morale, civile, culturale o educativo, Nessuna condanna per reati gravi, sarebbe preferibile un legame con il territorio o con il mondo dell’istruzione, coerenza con i valori costituzionali. In alternativa, una scuola può essere intitolata anche a: valori civili (es. Pace, Libertà), date simboliche, eventi storici significativi.
Santa Claus is coming to town. La vittima non coincide con un modello educativo. Ramelli è ricordato soprattutto come vittima di violenza politica, non per: meriti culturali, contributi all’istruzione, azioni civili o sociali di rilievo. Nelle intitolazioni scolastiche si tende invece a privilegiare: educatori, scienziati, artisti, testimoni della legalità, figure che abbiano operato attivamente per la crescita collettiva. L’intitolazione ha un forte valore educativo e simbolico: il nome diventa un riferimento identitario per studenti e docenti e spesso entra nei percorsi di educazione civica. La scuola pubblica italiana si fonda sui valori della costituzione antifascista. Intitolare una scuola a una figura legata, anche solo come militanza, a un’area neofascista è ritenuto da molti inopportuno o incoerente, pur senza negare la gravità della violenza subita.
Santa Claus is coming to town. La stagione del sindaco meno inclusivo di sempre volge al termine, la sua eredità potrebbe essere raccolta da una sua sodale che con lo stesso ha condiviso tutto, compresi gli idrovolanti mai atterrati nelle acque di Santa Maria Al Bagno, e la illogica allocazione del terminal, pari pari, nel Giardino della Memoria, uno sberleffo alla Shoah, e non solo alla comunità. Certo, detrattori a parte, non si può dire che non abbia fatto. Ma non sono mancate le criticità: il lungomare più bello del mondo costato uno sproposito (3 milioni di euro finanziati tramite un bando nazionale per piste ciclabili con un mutuo agevolato, soldi che dovranno essere restituiti), la “Sobrietà” di una festa in piazza per festeggiare il suo compleanno, con gli oppositori che hanno criticato l’uso della piazza pubblica per un evento di immagine personale. La Procura di Lecce ha chiuso le indagini preliminari nei confronti di Mellone per presunte firme false apposte sui moduli di accettazione delle candidature per le elezioni comunali del 2016, con ipotesi di falsità materiale e diffamazione. (Leccenews24, 31 maggio 2022) In un consiglio comunale Mellone rivolse al consigliere di opposizione frasi offensive come “Figlio del male assoluto”, evento che portò a un procedimento penale per diffamazione e successiva condanna. (La Repubblica, 24 gennaio 2020) Nel marzo 2025 una pronuncia del Consiglio di Stato obbliga il Comune di Nardò a pagare 34.000 euro di risarcimento a ex dirigenti comunali a seguito di una riorganizzazione delle aree. (Corriere salentino, 6 marzo 2025). La decisione ha generato critiche e un duro scambio con l’opposizione. Polemiche pubbliche sull’uso della fascia tricolore: alla cerimonia di inaugurazione del punto cottura il sindaco Pippi Mellone si è presentato vestito da cuoco e indossando al contempo la fascia tricolore. (Gazzetta del mezzogiorno, 12 ottobre 2025) Santa Claus is coming to town. Per cancellare questa cupa stagione di odio occorrerebbe adesso un comitato di salute pubblica. E un candidato sindaco coerente con il bisogno di democrazia e di vero cambiamento espresso dalla comunità.
Marco Marinaci