Copertino, contro la chiusura del punto nascite si mobilitano le mamme e arriva anche lo sciopero del personale

Dalla mobilitazione dei cittadini a quella del personale: domani 6 luglio uno sciopero dalle 9 alle 12 per contestare la chiusura del punto nascita di Copertino. Oltre alla presenza massiccia dei cittadini, questa volta ha deciso di dire la sua anche il personale che fino ad ora ha preferito tacere in attesa di una soluzione migliore.

Lo stato di agitazione è stato proclamato dal sindacato e reso noto dall'esponente sindacale Franco Perrone.   “Potrebbe sembrare che i due livelli differiscano tra loro. Noi non scioperiamo per un lavoro che ci è sottratto, noi protestiamo per una decisione che non si cura delle nascite in corso e prossime. Il nostro è un mestiere delicato e non si può dalla sera alla mattina comunicare con la freddezza di un provvedimento la chiusura di un centro che negli anni è divenuto il fiore all’occhiello non solo per il Comune di Copertino”. Una dichiarazione a nome di tutte le ostetriche che svolgono con dedizione e amore il loro lavoro da moltissimi anni. Non manca la presa di coscienza di tantissimi altri cittadini che non afferiscono alla provincia di Lecce, e che giungono invece dal brindisino. “Come faremo?” Tra l’altro, l’assurdità del caso vuole che queste mamme che hanno una gravidanza in corso, non siano neppure state avvisate direttamente, ma stiano apprendendo la notizia da giornali e passaparola. Una situazione che ha dell’inverosimile avendo a che fare con la vita di mamme e nuove creature. A complicare il tutto, come se non bastasse, un’amministrazione poco compatta, quasi lacerata sulla questione. Ci si divide tra chi è a favore e chi è contro, lasciando che il tempo trascorra, senza intervenire. “Dove è il bene comune? Dove è finito il senso civico di rappresentare i cittadini? Quali politici si stanno occupando del caso?” Domande retoriche che mettono in crisi tutte quelle mamme che non riescono ad accettare che il riordino ospedaliero “danneggi così le periferie, potenziando i centri più grandi che finiranno inevitabilmente ingolfati con il rischio di dover fare un passo indietro quando oramai sarebbe troppo tardi”. Nel Comune di San Pancrazio Salentino, Rossella Casucci (Nella foto con Julia Mullaray) è divenuta un punto di riferimento per la lotta alla chiusura del punto nascita. “Sto ricevendo moltissime segnalazioni e non riesco a dare alcuna risposta se non lo sconforto di una politica che se ne infischia dei bisogni di una mamma che a ridosso di una nascita non può subire traumi o paure di alcun tipo. Mi spaventa questa società sorda alle necessità dei cittadini!” Dopo la petizione che ha raccolto tredicimila firme, si attendono gli sviluppi in seguito allo sciopero di domani promosso dal personale.

Federica Marangio

0
0
0
s2sdefault

ADV

salento magazine

I più letti