La solitudine del giovane Werther:"La Tari latitante, quando la sciatteria regna sovrana"

Oltre un terzo dei possessori di immobili nel comune di Nardò non ha ricevuto la comunicazione per il pagamento della TARI. Compresi moltissimi residenti in altri comuni come Lecce, Gallipoli, Roma, Milano, Bari solo per citarne alcuni.

E questo nonostante che oggi, 2 agosto, siano già scadute le rate del 31 maggio e del 31 luglio. Coloro che hanno ricevuto la comunicazione, quasi tutti in date ben successive al 31 maggio, riferiscono che le buste riportano il logo di una ditta “ZERODISTANZE” che, in dispregio al logo, sembra avere sede nell'Antartico visto l'enorme ritardo nel recapito. Informazioni assunte attribuiscono tale azienda ad un minuscolo imprenditore di Copertino che gestisce un chiosco di rifornimento carburanti; sembra che il corrispettivo del servizio di recapito sia stato pari ad oltre quarantamila euro. Ma l'amministrazione comunale di Nardò nel conferire tale incarico si è uniformata a criteri di efficienza ed efficacia operativa? Ha richiesto all'azienda cui ha conferito direttamente il servizio i parametri di capacità operativa? 

Ha chiesto il numero di unità lavoratrici di cui disponeva? Ha chiesto e verificato concretamente la regolare copertura previdenziale dei dipendenti? Ha chiesto le eventuali integrazioni del numero di dipendenti necessari allo svolgimento del servizio? Ha verificato il regolare rispetto dei livelli retributivi dei dipendenti e quale contratto collettivo nazionale la “ZERODISTANZE” applica agli stessi dipendenti? L'amministrazione comunale neritina e gli uffici dipendenti hanno indicato i termini temporali di espletamento del completo servizio di recapito? Hanno indicato nel capitolato di servizio le penali applicabili alla “ZERODISTANZE” qualora non fossero rispettate le date eventualmente concordate per il completo recapito di tutte le comunicazioni?

Sembra che con faciloneria, non vogliamo pensare assolutamente altro, tutto ciù non sia stato fatto e sta per arrivare Ferragosto e molte comunicazioni TARI rischiano di slittare oltre le sacrosante ferie dell'italiano medio.

Ma tranne qualche timida sporadica protesta di oppositore in cerca di visibilità tutti tacciono, chi ha parlato si rifugia in qualche inutile interrogazione invece di presentare esposti agli enti statali preposti alle regolarità contributive e previdenziali.
La sciatteria regna sovrana senza neanche riflettere che i ritardati versamenti dei cittadini rischiano di mettere in difficoltà la disponibilità di cassa del Comune stesso fondamento dell'equilibrio finanziario di qualunque azienda aldilà di artifici contabili più o meno disinvolti.

Un pasticcio che denota pressapochismo, sciatteria e incapacità difficilmente reperibili nel pur disinvolto panorama degli enti locali italiani. 

Werther Messapo

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