La solitudine del giovane Werther:"Svolazza da destra a sinistra, finendo sotto l'egida leghista ma non disdegna inciuci con tutti come la stagione di amorosi sensi con Emiliano, Stefanazzi, la Capone..."

Si moltiplicano gli autoincensamenti e le auto proclamazioni del Mellone che combatte la battaglia più disperata della sua vita: procurarsi un seggio in consiglio regionale purchessia.

Per goderne la sinecura rappresentata dalla cospicua indennità magari dall'opposizione dove potrebbe dormire sonni tranquilli per i prossimi cinque anni senza obbligo di raggiungere alcun risultato. A lui non interessa il bene della comunità, a lui interessa solo farsi gli affari propri ingrassando il suo patrimonio senza preoccuparsi di lavorare.

Anche se dall'opposizione al consiglio regionale non gestirà direttamente appalti e incarichi professionali avrà garantita una cospicua somma mensile per indennità; è il suo unico obiettivo da oltre una decina di anni quando invidiava parossisticamente le elezioni alla Regione del compianto Donato Metallo e di Cristian Casili come ben sanno tutti quelli che frequentava in quegli anni.

Del resto non possiede alcuna preparazione ideale, sovrappone confusi concetti (A proposito che fine ha fatto il famoso decalogo stilato dalla mente sopraffina del suo portavoce?) ad affermazioni contradittorie e prive di senso logico per cui si affida alla totale smemoratezza dei suoi uditori. Svolazza da destra a sinistra, da sopra a sotto, finendo sotto l'egida leghista ma non disdegna inciuci con tutti come la stagione di amorosi sensi con Emiliano, Stefanazzi, la Capone, Con chiunque gli passa a tiro e che valuta solo in termine dei vantaggi che ne può ricavare.

Millanta consolidati rapporti con chi magari ha visto qualche volta ma di cui oggi frequenta corridoi e gli androni delle scale per elemosinare una candidatura, persone oggi ai vertici che lo avranno incrociato una o due volte in vita sua e che, difficilmente, ricordano il suo cognome ma li spaccia al popolino bue come commensali abituali. Difficilmente avrà parlato per più di un minuto con chi è al vertice del governo negli ultimi 15 anni, sicuramente non ha mai parlato in vita sua col sottosegretario del Consiglio di cui spende il nome sperando di riceverne lustro.

Gli organi ufficiali dei partiti cui aspirerebbe entrare tacciono accuratamente sull'autocandidatura a consigliere regionale e allora la spara più grossa candidandosi a Presidente della Giunta, Governatore come volgarmente si dice. Con l'aiuto di qualche operatore dell'informazione compiacente esce insistentemente sui mass media ripetendo le sue notizie totalmente autocostruite e totalmente differenti dalla realtà nella speranza di condizionare i compilatori delle liste. Tecniche note a chi ha un minimo di comunicazione politica, vecchie come il cucco.

A proposito di vecchio ha ricominciato a spacciarsi per esponente del giovanilismo dopo essersi legato al carrozzone della Poli che giovincella non è e che lui stesso aveva tacciato, poco tempo prima, di essere l'esatto contarrio, politicante alla frutta.

Anche la sua usurpata fama di amministratore non è un viatico per le sue ambizioni, tutti gli appalti affidati e gli incarichi professionali gestiti hanno prodotto il tipico topolino nato dalla montagna. Strade asfaltate che sono ora più rattoppate (ripizzate se preferite) di prima, rotatorie seminate a caso, passaggi pedonali rialzati (in realtà dossi rallentatori mascherati) collocati con logica clientelare, piste ciclabili deserte, faraonico lungomare inefficiente e sempre intasato, demolizioni senza ricostruzioni di edifici per pubblica utilità (a Nardò non esiste uno straccio di Residenza Sanitaria Assistita) scuola in via di demolizione ricostruita  di fianco ad un'altra (lungimiranza zero quando già le statistiche segnalano a livello nazionale un milione di studenti in meno l'anno prossimo).

Questo quando sulla costa non ci sono bagni pubblici tranne che a Santa Maria, servizi di trasporto urbano inesistenti, trasporti extraurbani con modalità uguali a quelle degli anni cinquanta, senza un piano urbanistico adeguato all'epoca corrente, servizi sanitari peggiori a quelli del primo insediamento di Mellone. Infrastrutture come la circonvallazione cittadina e un impianto di affinamento del depuratore abbandonati senza nessun intervento di pressione sugli enti competenti. Nessun impulso all'economia cittadina neanche minimamente influenzate dalle effimere manifestazioni promosse da coloro che sono evitati dagli altri comuni.

Spera, l'autocandidato Mellone, di beccare solo ed esclusivamente un seggio alla regione, non gliene importa nulla del risultato del centrodestra e correrebbe volentieri nel centrosinistra se solo gli assicurassero un quinquennio di indennità. Tutti i paroloni con cui infioretta le comunicazioni che spaccia ai suoi compiacenti terminali giornalistici sono solo schermi dietro cui nascondere i suoi intendimenti e distrarre gli elettori più sprovveduti.

Werther Messapo

 
 
 
 
 
 
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