Raccolta dati e propaganda elettorale? Il caso del volantino firmato Giuri solleva polemiche e preoccupazioni

 

Una vicenda dai contorni inquietanti ha scosso la comunità locale e sollevato interrogativi sulla gestione dei dati personali da parte di figure pubbliche. Al centro della polemica, un volantino che sarebbe stato diffuso — presumibilmente a nome del consigliere comunale Pierpaolo Giuri — e che inviterebbe le famiglie a fornire informazioni sensibili, tra cui recapiti telefonici e indirizzi.

 

A denunciare pubblicamente l'accaduto è stato un altro esponente del consiglio comunale, Alberto Gatto, in quota a Fratelli d'Italia - che ha sollevato dubbi sulla reale paternità dell’iniziativa, lasciando intendere che Giuri potrebbe essere vittima di una strumentalizzazione. Le sue parole sono chiare e taglienti:

«Sia chiaro: non credo che il collega consigliere Pierpaolo Giuri sia così sprovveduto e avventato da far davvero circolare questo volantino che mi è stato segnalato in data odierna da diverse famiglie. Voglio pensare che, alle sue spalle, ci sia qualcuno che trami contro di lui, utilizzando indebitamente il suo nome ed il suo recapito telefonico».

Secondo la denuncia, la raccolta di dati personali da parte di un amministratore, al di fuori delle vie istituzionali, non solo sarebbe un atto irresponsabile, ma configurerebbe una violazione potenzialmente grave della normativa sulla privacy. In particolare, viene sottolineata la totale mancanza di trasparenza sulla finalità e sulla destinazione dei dati raccolti.

«Sarebbe gravissimo che un amministratore pubblico avvii una raccolta di dati riservati e sensibili, sulla cui gestione del flusso nulla è dato di sapere, con la scusa di ottenere informazioni che potrebbe comodamente reperire presso l'Ente preposto».

L’interrogativo sollevato non è di poco conto: a cosa servirebbero quei dati? E chi li gestirebbe? C’è il sospetto che si tratti di un’operazione mirata a costruire una banca dati utilizzabile a fini elettorali o per altre attività non dichiarate, in violazione del diritto alla riservatezza dei cittadini. La vicenda, peraltro, potrebbe avere risvolti legali. Il consigliere denunciante invita le famiglie coinvolte a valutare l’assistenza di un legale per tutelare i propri diritti:

«Mi auguro che i cittadini, che possono rivolgersi ad un legale in grado di tutelare gli eventuali interessi lesi, siano gelosi dei propri dati (e della propria dignità) e non consentano alcun tipo di speculazione politica».

Il tutto si conclude con un appello diretto al consigliere Giuri, affinché prenda le distanze dall’iniziativa e chiarisca pubblicamente la propria posizione, denunciando — se necessario — eventuali abusi del proprio nome:

«Spero vivamente che il collega Giuri, letto questo mio post, voglia pubblicamente prendere le distanze da questa iniziativa e denunciare chiunque abbia inteso sostituirsi alla sua persona».

Il caso è destinato a far discutere e potrebbe aprire un fronte delicato sul piano politico e legale. Nel frattempo, la cittadinanza attende chiarimenti ufficiali da parte di Pierpaolo Giuri, che al momento non ha rilasciato dichiarazioni. Le prossime ore saranno decisive per capire se si è di fronte a un tentativo di delegittimazione politica o a una vicenda ben più complessa, con risvolti giudiziari.

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