“Una donna al volante, BYD punta sull’esperienza e sul talento di Maria Grazia Davino per conquistare l’Europa”

La cinese BYD, colosso mondiale dell’auto elettrica, ha nominato Maria Grazia Davino nuova regional managing director per Germania, Svizzera, Polonia, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia.

La manager italiana, con una lunga carriera nell’automotive, ha mosso i primi passi in Lamborghini e ha ricoperto ruoli di vertice in Stellantis, tra cui group managing director per il Regno Unito e senior vice president vendite e marketing per l’Europa allargata. Studi di filosofia ed economia, è riconosciuta come una donna di grande cultura e dal savoir faire napoletano, capace di coniugare visione strategica e relazioni umane. L’abbiamo incontrata a Nardò, città in cui viene spesso a soggiornare e a cui è molto legata, dove ci ha raccontato la sua visione del futuro dell’automotive e della sfida europea che l’attende. La sua nomina si inserisce in un trend di acquisizioni di talenti da parte di BYD: negli ultimi mesi con l’ingresso di Alfredo Altavilla come Special Advisors per l’Europa, sono passati al marchio cinese anche Alessandro Grosso e Alberto De Aza. Secondo Stella Li, vicepresidente BYD, “L’esperienza e la visione di Davino saranno decisive per consolidare la crescita e l’innovazione del marchio in Europa”. Il sole di fine estate accarezza le pietre chiare del centro storico di Nardò, dove i ritmi sembrano scorrere più lenti rispetto alle capitali europee in cui si decidono le sorti dell’automotive. È qui, tra vicoli intrisi di storia e profumo di mare, che incontriamo Maria Grazia Davino, nuova regional managing director di BYD per l’Europa centrale. Napoletana di origine, manager cosmopolita e donna di grande cultura, Davino ha trovato in questa città salentina un rifugio familiare e intimo, un luogo in cui ricaricare energie prima di affrontare sfide globali. Con garbo e naturalezza, parla di futuro, di innovazione e di mobilità sostenibile, intrecciando la concretezza dell’esperienza con la leggerezza di chi sa guardare lontano. La foto del servizio è stata realizzata a Francoforte dal maestro Aristide Mazzarella che ringrazio.

D.: Il mondo dell’auto è in grande evoluzione, c’è l’elettrico e forse l’idrogeno, in quale direzione si sta andando?

R.: Le sensibilità dei clienti, nuove tendenze, il contesto regolatorio, sosterranno una traiettoria fatta di alimentazioni multiple: le tecnologie ibride di alta qualità hanno evidentemente un ruolo preponderante nella transizione verso l’elettrico.

D.: Cosa l’ha spinta ad accettare la proposta di BYD dopo una lunga esperienza in Stellantis?

R.: La natura sfidante del progetto: lavorare per una autentica tech-company globale, mi permette di mettere in campo le mie competenze a 360° in Europa – un ampio e complesso mercato che conosco bene. Si tratta di costruire, di ispirare, imparare, insegnare, andare insieme: è un lavoro molto creativo, che richiede solido set di competenze e una visione contemporanea delle collaborazioni di business.

D.: Qual è stato il momento decisivo della sua carriera che l’ha preparata a questa nuova sfida?

R.: Non c’è un momento preciso, è uno step della maturità manageriale per cui tutte le esperienze precedenti, professionali e umane sono propedeutiche. È uno step della maturità manageriale.

D.: Quali differenze percepisce tra un gruppo europeo come Stellantis e una realtà cinese come BYD?

R.: BYD è un' azienda globale, le squadre e i ruoli significativi sono internazionali, inoltre c’è una forte componente intergenerazionale e ampiamente interfunzionale. Tecnologia, innovazione e sviluppo sono il motore trainante – BYD ha oltre 120000 ingegneri – e cultura digitale, marketing e velocità commerciali sono amplificatori dei progetti di BYD nei mercati di presenza.

D.: Come influisce la sua formazione in filosofia ed economia sul suo stile di leadership?

R.: Questo non lo so, non so rispondere. So che credo nel lavoro e nello studio, mi interessano gli esseri umani e la capacità di fare. Lei aveva parlato di “intrapresa”: ecco, io credo nel management imprenditoriale (enterpreneurial management), ed è una vita che mi applico, esercito, e continuerò con interesse. Di BYD mi piace molto la dinamica che combina velocità ed expertise: bisogna essere esperti, o diventarlo – non c’è spazio per superficialità o improvvisazione.

D.: Quali sono le sue priorità alla guida di BYD in Germania, Svizzera, Polonia, Austria e Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria?

R.: Costruire le squadre, settare il funzionamento di esse secondo le specificità del mercato di presenza, avviare la performance commerciale: attivare le reti distributive, implementare lanci di prodotto e strategie di marketing e comunicazione. Con velocità e competenza.

D.: Quali sono le principali sfide che BYD deve affrontare per affermarsi in mercati automotive così competitivi?

R.: Il Brand BYD è forte, nondimeno è nuovo nel settore Automotive europeo, estremamente competitivo e molto maturo. Costruire le reti, le squadre, funzionare secondo il mercato pur mantenendo la propria identità e proposizione tecnologica, è una sfida – tosta ma bellissima.

D.: In che modo intende differenziare la strategia di BYD nei vari Paesi affidati alla sua responsabilità?

R.: Devi conoscere bene i contesti e le sfumature, intervenendo in situazioni diverse – sia di competizione, che di maturità. Le nostre squadre sono fortemente motivate, e la loro energia va indirizzata verso i risultati. I risultati contano, perché parlano di quello che fai: questa è la cultura su cui insisto. E ognuno vuole fare bene, siano essi distributori o collaboratori. La somma delle performance individuali coordinate è quello che dobbiamo massimizzare in un tempo veloce.

D.: Quanto è importante la rete di distribuzione e assistenza per il successo di un brand come BYD in Europa?

R.: Molto.

D.: Pensa che i consumatori europei siano pronti ad accogliere un marchio cinese nel segmento dell’auto elettrica?

R.: Assolutamente sì. Lo dico con convinzione perché i clienti discernono cosa è adeguato, hanno informazioni sufficienti a supporto delle loro scelte. La tecnologia e qualità di BYD è indiscussa: si tratta del più grande produttore di automobili elettriche al mondo. Ma soprattutto, BYD ascolta i clienti e con il DM-I, Dual Mode Intelligence – propone una motorizzazione super-ibrida davvero alternativa, che include nello stesso veicolo un vero elettrico con Blade Battery e l’alimentazione tradizionale, con una autonomia combinata oltre i 1100 km. Due vetture in una, la vera alternativa nella transizione.

D.: Qual è la sua visione del posizionamento di BYD rispetto a competitor come Tesla, Volkswagen o Hyundai?

R.: BYD propone un prodotto altamente tecnologico, intelligente, integrato, digitale, estremamente confortevole, sicuro e di alta qualità, ad un prezzo giusto. Trova il suo naturale spazio nelle scelte dei clienti, nel momento stesso in cui le provano. È intergenerazionale, smart, comoda non solo per chi guida ma anche per i passeggeri.

D.: Quali innovazioni tecnologiche di BYD ritiene possano conquistare più rapidamente il mercato europeo?

R.: Oltre alla consolidata Blade Battery e gli USP digitali di tutte le vetture, i DM-I dei super-ibridi hanno riscosso immediato successo, nelle classifiche di vendita di tutti i mercati europei. Con Dolphin Surf – la “Piccola”, segmento A che ha gli spazi di un B, è un successo in tutti i mercati. Da provare!

D.: Quanto è importante l’aspetto della sostenibilità nella comunicazione del brand verso i consumatori?

R.: È importantissimo, perché i clienti vanno informati, quindi incuriositi, e perché no affascinati! Ci riesce con BYD perché la storia dell’azienda e la sua proposizione è straordinariamente interessante.

D.: Crede che la transizione all’elettrico in Europa stia procedendo troppo velocemente o troppo lentamente?

R.: Che sia lenta è un fatto, ma non esprimo giudizi di valore: è come è, e i clienti scelgono, mentre le aziende producono, inventano, innovano, propongono, competono.

D.: In che modo BYD può contribuire a rendere la mobilità elettrica più accessibile?

R.: Si guardi BYD Dolphin Surf: siamo sotto i 20.000 euro per una vettura stupenda, accessibile, tecnologica. Ampliare l’accessibilità senza discriminazione è un modo in cui la innovazione industriale contribuisce ad accelerare la mobilità elettrica.

D.: Come descriverebbe il suo stile di leadership e quali valori porterà in BYD?

R.: Propongo e pretendo contenuti, contro il “Corporate bla-bla” che dilaga: attraverso l’assertività del senso compiuto, che è anche il risultato di una ricerca, gli individui crescono, realizzando risultati straordinari per gli obiettivi comuni, ma anche per quelli personali. Contenuti, lavoro, azioni e gestione delle conseguenze, e velocità. Educazione e determinazione, e in sintesi – forse - un' elegante disciplina di squadra.

D.: Qual è la lezione più importante che ha imparato nei suoi anni in Stellantis e che intende applicare ora?

R.: Non posso estrapolare da una singola esperienza. In tedesco si dice: “Si cresce con i propri compiti”.

D.: In un settore tradizionalmente declinato al maschile, che messaggio vuole dare alle giovani donne che aspirano a ruoli di vertice nell’automotive?

R.: Indipendentemente dal genere – ma anche dal settore, bisogna coltivare la fiducia in sé, il che è un tema complesso. Dovremmo dedicare più tempo al concetto di Fiducia, e probabilmente tematizzarlo nei programmi scolastici. Inoltre, vivere con intensa laboriosità ogni passaggio, senza l’ansia della “scalata”. Non si sprechi tempo nei confronti, ognuno ha una propria strada: tuttavia una traiettoria va disegnata, per raccogliere le competenze necessarie di un percorso solido.

D.: Che peso ha avuto la migrazione di diversi ex manager Stellantis verso BYD nel convincerla a intraprendere questa nuova avventura?

R.: Ogni scelta è sempre individuale e si è soli quando si sceglie. Per Alfredo Altavilla nutro profonda stima: da lui ho imparato tantissimo e tanto ancora ho da imparare. Stella Li, Executive Vice President di BYD, è una leader di notevole spessore, e fonte concreta di ispirazione per i miei nuovi compiti.

D.: Dove immagina BYD in Europa tra cinque anni e quale ruolo sogna di avere in questo percorso?

R.: BYD sarà un Brand percepito come Globale ed Europeo, ed io avrò contribuito a questo risultato.

D.: Se dovesse descrivere in una frase la sua missione personale in BYD, quale sarebbe?

R.: Fare accadere le cose. “Agisci come se quel che fai facesse la differenza. La fa.” Non è mia, è di William James.

D.: Qual è il suo sogno nel cassetto, anche al di là della carriera professionale?

R.: Domanda difficile! Avrei voluto avere una grande galleria d’arte, disegnare gioielli, conoscere la Fisica, conoscere la Storia, essere una icona di stile, diventare una scrittrice di successo, insegnare all’Università…i cassetti dei sogni si possono aprire, ed a modo mio lo faccio, nelle piccole cose. Build Your Dreams…

D.: Cosa le fa più paura al giorno d’oggi, sia nella vita personale che in quella professionale?

R.: Il vuoto. Ricorda il Film “La Storia Infinita” (1986) tratto dal romanzo del tedesco Michael Ende? Il Nulla che avanza e che minaccia Fantasia. Fromm diceva “Dove c’è paura, quello è il luogo in cui dobbiamo andare”. C’è sempre una opzione per far fronte alla paura, bisogna solo esercitare il coraggio di trovarla. Per la mia paura, il rimedio è dedicare tempo ai giovani (bambini, adolescenti, giovani) e risvegliare il Bastian che è in noi, facendo della vita la nostra grande avventura umana contro il Nulla.

D.: Che cosa consiglierebbe ad una giovane che volesse intraprendere una carriera come la sua nel settore automotive?

R.: Studiare con brio, leggere la stampa internazionale (non solo britannica o americana, ma anche asiatica), informarsi, non uniformarsi alle tendenze, camminare tra le persone in posti in cui si vive. Non chiudersi dietro i PC o negli ambienti patinati dei master o dei luoghi “in”. Vivere e credere in qualcosa: disegnare una mappa dei propri desideri e curarsi di tenerla aggiornata.

Intervista a cura di Marco Marinaci

Ph. Aristide Mazzarella

0
0
0
s2sdefault

ADV

salento magazine

I più letti