Altro che sole, mare e orecchiette: in Puglia, quest’anno, il vento del consenso politico non soffia affatto a favore di Michele Emiliano.
Secondo il Governance Poll 2025 stilato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore, il presidente pugliese si piazza terzultimo tra i governatori d’Italia, con un misero 41% di gradimento. Una performance che, più che una scivolata, somiglia a una caduta libera da cima Gargano fino al fondo della classifica.
Un risultato da “tripla cifra” al contrario che fa riflettere: è più facile trovare un parcheggio ad agosto a Polignano che un elettore entusiasta di Emiliano in questo momento.
A dominare la classifica, nel frattempo, è Massimiliano Fedriga (Friuli Venezia Giulia), che vola alto con un consenso del 66,5%, riconfermando il suo primato di governatore più amato dagli italiani. Dietro di lui, quasi appaiato, Luca Zaia (Veneto, 66%), mentre al terzo posto debutta sul podio Alberto Cirio (Piemonte, 59%). Il trio di testa, manco a dirlo, è tutto di centrodestra.
Il primo presidente di centrosinistra che si fa notare (positivamente) è Eugenio Giani (Toscana, 58%), che apre la fila di chi si difende bene. Subito dopo c’è un gruppetto del Sud che, a differenza di Emiliano, riesce a mantenere la testa fuori dall’acqua: Occhiuto (Calabria, 58%), Schifani (Sicilia, 56%) e De Luca (Campania, 54,5%). Poi ancora Fontana, Proietti, Acquaroli… e infine, laggiù, quasi con il fiato corto, Emiliano, affiancato solo da Francesco Rocca (Lazio, 40%) e da Donatella Tesei (Umbria, 39%). Un terzetto di coda che forse condivide anche lo stesso club di sostenitori: pochi, ma tenaci.
Anche tra i sindaci ci sono sorprese, ma non proprio scioccanti. In cima al podio sventola la bandiera del centrodestra con Marco Fioravanti (Ascoli Piceno, 70%). L’ex campione Michele Guerra (Parma, 65%) si accontenta del secondo posto, mentre la medaglia di bronzo è condivisa da Vito Leccese (Bari) e Gaetano Manfredi (Napoli), entrambi con il 61%. Puglia batte Campania... ma solo nella classifica dei sindaci.
Tra i grandi nomi, Sara Funaro (Firenze, 55%) si difende bene, Matteo Lepore (Bologna, 53,5%) si mantiene in zona salvezza, mentre Stefano Lo Russo (Torino, 50,5%) annaspa. Chi proprio deve rimettere mano alla strategia comunicativa è Roberto Gualtieri (Roma): con il 47%, è 89esimo, ma in leggera rimonta. Insomma, non proprio da standing ovation in Campidoglio.
A commentare il tutto ci pensa Antonio Noto, direttore dell’istituto che ha condotto la rilevazione: «Il trend è chiaro: la popolarità cala, anche per chi è in cima. Il cittadino guarda al sindaco o al governatore come riferimento diretto. Se qualcosa non va, sono loro a prendersi i fischi… o i fiori». E a quanto pare, per Emiliano, quest’anno niente mazzo.
Il Governance Poll 2025 ha preso in considerazione 97 Comuni capoluogo e tutte le Regioni con elezione diretta del presidente. Esclusi i Comuni dove si è votato nel 2025 o dove il sindaco è decaduto. Le interviste sono state effettuate tra aprile e giugno su un campione rappresentativo, che evidentemente, in Puglia, ha deciso di mandare un messaggio chiaro: “Presidente, c’è maretta.”