L’ora della verità per l'assessore Delli Noci, giovedì l’interrogatorio di garanzia. Al centro dell’inchiesta, il nodo tra politica, e imprese

Lecce – mercoledì mattina, nell’aula del giudice per le indagini preliminari Angelo Zizzari, Alessandro Delli Noci comparirà per l’interrogatorio di garanzia. È indagato nell’ambito di una complessa inchiesta su presunti reati contro la pubblica amministrazione, che ha portato la Procura di Lecce a chiedere nei suoi confronti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

Delli Noci è indagato nell'ambito di un'inchiesta della Procura della Repubblica di Lecce su una presunta associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa e frode di finanziamenti pubblici con i Pia, i Programmi integrati di agevolazione alle piccole e medie imprese. La Procura leccese ha inoltre chiesto la custodia cautelare in carcere per l'imprenditore Alfredo Barone, altre cinque arresti domiciliari e quattro misure interdittive.

Delli Noci si è detto pronto a chiarire la propria posizione, esprimendo fiducia nella magistratura e chiedendo accesso completo agli atti. Il suo interrogatorio sarà cruciale per valutare la tenuta dell’impianto accusatorio e l’eventuale conferma della misura restrittiva. L’interrogatorio è previsto per il 12 giugno davanti al gip di Lecce Angelo Zizzari. Le indagini sono coordinate dai pm Massimiliano Carducci e Alessandro Prontera.

Il ritratto: il “tecnico” diventato uomo di fiducia

Nato a Lecce nel 1982, Alessandro Delli Noci si è laureato in Ingegneria gestionale presso l’Università del Salento, dove ha anche conseguito un dottorato in Governance e Cultura Politica e un master in Management territoriale. Ha partecipato a diversi progetti di innovazione e fondato startup in ambito ICT e aerospaziale.

La sua carriera politica comincia tra i banchi dell’università, come rappresentante degli studenti. Nel 2012 entra nella giunta comunale di Lecce, allora guidata dal centrodestra. Dopo la candidatura a sindaco del 2017 con una lista civica e la rottura con Paolo Perrone, si avvicina progressivamente al centrosinistra e diventa vicesindaco nella giunta Salvemini. Nel 2020 si candida in Regione con la lista civica “Con”, legata a Michele Emiliano, risultando tra i più votati in Puglia con oltre 17.000 preferenze.

Da allora è assessore allo Sviluppo economico, con deleghe strategiche: internazionalizzazione, innovazione, infrastrutture, attrazione investimenti. Uomo di dialogo e figura trasversale, è considerato un pupillo politico del presidente Emiliano, che lo ha più volte difeso pubblicamente, parlando di “fiducia piena” e di “un attacco che riguarda anche il metodo di governo regionale”.

La posta in gioco

L’inchiesta tocca un punto nevralgico del rapporto tra politica, pubblica amministrazione e tessuto imprenditoriale. L’interrogatorio di giovedì non chiarirà soltanto la posizione dell’assessore, ma potrà condizionare l’equilibrio della giunta regionale, già sotto pressione.

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