Nei giorni scorsi abbiamo presentato una mozione consiliare per proporre ciò che da lungo tempo si discute nel nostro Paese, a più livelli e in più sedi: il salario minimo garantito per le lavoratrici e i lavoratori.
Lo abbiamo fatto perché crediamo nell’articolo 36 della Costituzione che dichiara: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Lo abbiamo fatto perché non è tollerabile che ditte, aziende o cooperative che lavorano per o con il nostro Comune applichino paghe orarie che sono sotto i 7 euro netti l’ora e lo facciano sulla base di un’esplicita possibilità data da determinati bandi di gara che stabiliscono, ai fini dell’aggiudicazione di un servizio pubblico, la minore offerta economica e dunque il taglio dei costi, anche, sul personale.
Allora vogliamo dirlo forte e chiaro: la dignità del lavoro non può essere soggetta a ribassi! Non può esistere, ancora oggi, la possibilità che un Comune miri a risparmiare sui lavoratori impiegati nei servizi pubblici per poi spendere fiumi di denaro in inutilità totali che fanno comodo solo alla campagna elettorale di qualcuno.
La mozione impegna il sindaco e la Giunta a verificare che i contratti indicati nelle procedure di gara prevedano un trattamento economico minimo inderogabile pari a 9 euro l'ora, in riferimento alla paga base oraria esclusi i trattamenti aggiuntivi e/o differiti; a verificare, ai sensi dell'art. 1 del Codice degli Appalti, qualora gli operatori economici dichiarino, in sede di offerta, un differente contratto collettivo da essi applicato, che tale diverso contratto garantisca ai dipendenti le stesse tutele di quello indicato dalla stazione appaltante; a verificare puntualmente il rispetto dell'applicazione del contratto e delle condizioni contrattuali in maniera costante redigendo ogni anno un report relativo agli appalti in essere del Comune di Nardò e alle verifiche sui contratti.
La Politica è questo, per noi. È capacità di cambiare le realtà distorte, di toccare la vita delle persone migliorandone la qualità, cancellando ciò che è ingiusto per tante, troppe famiglie. Oggi è una giornata in cui il sole splende forte e questa proposta è già depositata negli uffici del nostro Comune. Insomma, è una bella giornata. Vedremo se il Consiglio Comunale farà sì che diventi anche un bel futuro per Nardò e per tante lavoratrici e lavoratori.
Lorenzo Siciliano
Daniele Piccione