Lecce: a Santa Rosa una settimana all'insegna dello sport e dell'integrazione, "Nella scia di Samia"

Dal 7 al 12 novembre, presso il Campo Montefusco di Santa Rosa si terrà una settimana di sport e integrazione, con il Progetto “Nella scia di Samìa” organizzato dal Comitato provinciale di Aics Lecce con il partenariato del Comune di Lecce, finanziato dalla Regione Puglia attraverso l’Avviso pubblico “Norma di sostegno alle iniziative per la pace e per lo sviluppo delle relazioni tra i popoli del Mediterraneo”.

 

Sarà una settimana dedicata allo sport e all’integrazione, in memoria di Samia Yusuf Omar, giovane atleta somala, morta a poche miglia da Lampedusa mentre attraversava il Mediterraneo, partita dalla sua terra per raggiungere l’Occidente - prendendo il largo della Libia, a bordo di un'imbarcazione di fortuna -, con la speranza di partecipare alle Olimpiadi di Londra 2012, dopo aver già partecipato a quelle di Pechino 2008.

Una miniolimpiade per favorire lo sviluppo di relazioni sociali e sportive come strumento di pace che vedrà coinvolte oltre ad Aics, e Camera a Sud Aps le organizzazioni che gestiscono centri di accoglienza per migranti: Arci Solidarietà Cooperativa Sociale, Fondazione Emmanuel, Gruppo Umana Solidarietà – Gus Lecce, Consorzio Hera, Babele Aps, Caritas Diocesana di Lecce, Terzo Millennio Aps e Cooperativa Rinascita.

La settimana sportiva vede anche la partecipazione di scolaresche e universitari, studenti e studentesse dell’Istituto Comprensivo “Rina Durante” di Melendugno e dell’Istituto Comprensivo “Galateo-Frigole” di Lecce. Gli universitari saranno invece coinvolti dalle associazioni studentesche Link Lecce e Udu Lecce.

Diversi gli sport e le discipline che saranno praticati: calcio a 8, basket, pallavolo, salto in lungo, 5000 metri corsa campestre e gare su pista (100 mt, 200mt – la disciplina di Samìa alle Olimpiadi di Pechino 2008 – 400 mt, 1500 mt).

Ma nel corso della settimana “olimpica” troveranno spazio iniziative culturali: la mostra del reportage fotografico realizzato nello scorso aprile tra Moldavia e Ucraina dal fotoreporter Andrea Gabellone, con il racconto della città di Odessa trasformata e parzialmente sfigurata dalle conseguenze dei bombardamenti russi, e il laboratorio di Street Art a cura di 167/b street all’interno del Campo Montefusco.

Nella serata di giovedì 10 novembre, presso il Centro Multiculturale Crocevia di Lecce, in via Dorso, si terrà lo spettacolo teatrale “Notre soleil”, la storia di Fran Kourouma – giovane nativo della Guinea Conakry, a partire dal libro scritto con la collaborazione di Sandra Raco, edito da Samsa Editions, che – partendo dagli appunti registrati sullo smartphone – narra la sua traversata dal Conakry a Bruxelles, centro delle istituzioni europee, e gli orrori vissuti durante più di un anno di viaggio.

Nella sera di sabato 12 novembre, sempre presso Crocevia, il concerto di “La répétition afro - terrean duo” composto da Claudio Prima e Giovanni Martella, che presenteranno il lavoro di ricerca di nuove sonorità provenienti da diversi luoghi del pianeta.

Sarà una splendida settimana nella quale i valori dello sport, della pace, della solidarietà tra persone di diversa provenienza saranno al centro delle attività del Campo Montefusco, che è quotidianamente luogo di incontro, socialità e condivisione per tantissimi cittadini e famiglie leccesi – dichiara l’assessore allo Sport Paolo Foresio – Lo sport unisce ed aiuta a superare ogni barriera di ordine sociale, ringrazio Aics per aver voluto realizzare questa iniziativa insieme al Comune in uno spazio pubblico, coinvolgendo i cittadini, i migranti, gli studenti”.

Aics Lecce e tutte le realtà coinvolte nel progetto – spiega il Presidente di Aics Lecce, Matteo Pagliara – intendono dimostrare quanto momenti di condivisione e collaborazione, attraverso lo sport, sia possibile integrare culture diverse e includere nella società uomini e donne provenienti da luoghi diversi. Tra gli obiettivi vi è quello di facilitare l’integrazione dei migranti nel nostro territorio e le pratiche di accoglienza, per far sì che le “scie” aperte da Samìa - come molti altri - non risultino vane”.

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