C'è Carlton Myers sugli spalti, Mesagne fa sua la sfida superando Nardò con il risultato netto di 72-56

Sugli spalti del match di cartello di Serie C tra Mesagne e Nardò, tra appassionati e addetti ai lavori, non è passata inosservata la presenza di Carlton Myers.

 

L’ex capitano della Nazionale italiana ieri sera si è concesso con grande disponibilità a foto e saluti, attirando l’attenzione di tanti tifosi. Myers era a Mesagne per seguire da vicino il figlio Joel, recentemente entrato nell’orbita del Nardò Basket: una presenza capace di aggiungere fascino e memoria storica a una serata di sport locale.

A rendere ancora più significativo il contesto, la squadra di casa ha esposto uno striscione di incoraggiamento per Lorenzo Baldasso, augurandogli una pronta ripresa. Un gesto sentito, che ha evidenziato il lato umano e solidale dello sport, capace di andare oltre il risultato del campo.

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Parlare di Myers significa raccontare una delle carriere più iconiche del basket italiano. Nato a Londra nel 1971 ma cresciuto cestisticamente in Italia, è stato uno dei simboli della pallacanestro azzurra tra gli anni Novanta e i primi Duemila. Guardia dal talento cristallino, dotata di un tiro elegante e di straordinarie capacità realizzative, ha saputo imporsi come uno dei migliori marcatori della sua generazione.

La consacrazione arriva con la maglia della Fortitudo Bologna, squadra con cui costruisce un legame profondo e duraturo. A Bologna Myers diventa una vera bandiera, trascinando il club ai vertici del campionato italiano e conquistando lo storico scudetto del 2000, interrompendo il dominio cittadino della Virtus Bologna. In quella stagione memorabile è il leader tecnico ed emotivo della squadra.

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Parallelamente alla carriera nei club, Myers è stato un pilastro della Nazionale italiana, di cui è stato anche capitano. Ha contribuito in maniera determinante alla crescita e alla competitività del movimento azzurro tra gli anni Novanta e i primi Duemila.

Nel corso della sua carriera ha vestito anche le maglie di Pesaro, Roma e altre importanti realtà del panorama cestistico nazionale, mantenendo sempre standard elevatissimi. La sua capacità di segnare in ogni modo, unita a una forte personalità in campo, lo ha reso un giocatore rispettato anche a livello internazionale. È stato il portabandiera dell'Italia ai Giochi della XXVII Olimpiade.

Dopo il ritiro, Myers è rimasto legato al mondo del basket, portando avanti attività dirigenziali e contribuendo alla crescita di nuovi talenti. La sua presenza a Mesagne, dunque, non è soltanto quella di un padre orgoglioso, ma anche di una figura che continua a rappresentare un punto di riferimento per tutto il movimento cestistico italiano.

Sul campo, invece, la gara ha visto il Mesagne imporsi con un netto 72-56, senza che i granata riuscissero mai realmente a rientrare in partita. Un match condotto con autorità dai padroni di casa, capaci di mantenere il controllo del ritmo e del punteggio per tutti i quaranta minuti. Nel Mesagne brilla l'ex Nardò Giuri autore di una prova convincente.  

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Nel Nardò Darius Stonkus chiude con 11 punti, seguito da Ilia Boev e Francisco Zustovich con 9 ciascuno. Una produzione offensiva distribuita ma priva di veri acuti, in una serata in cui la squadra non è riuscita a incidere nei momenti chiave.

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Una prestazione opaca che arriva in un momento delicato della stagione, alla vigilia dell’ultima giornata. Sabato alle 18:30, al Pala “Andrea Pasca”, Nardò affronterà la capolista LSB Lecce in uno scontro diretto decisivo per definire le posizioni finali: i salentini guidano la classifica con 40 punti, mentre Nardò e Mesagne inseguono a quota 38, in un finale di stagione che si preannuncia carico di tensione e significati.

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