Col 31 agosto si chiude l'anno scolastico 2025-2026, ovvio direte voi accade ogni anno. L'anno vecchio va in soffitta e quello nuovo si apre al mondo con il suo carico di trasferimenti, incarichi,supplenze, nuovi alunni e nuove classi che si formano; ma l'anno che appena si è chiuso aveva un importanza non da poco per un istituto di Nardò.
Era quello del cinquantesino anniversario dell'autonomia del Liceo Scientifico di Nardò che ebbe il decreto ministeriale che lo slegava dalla dipendenza del “DE GIORGI” di Lecce proprio nell'anno 1975-1976, cinquanta anni di autonomia sono un traguardo rispettabie per un Istituto scolastico in tempi in cui le fusioni e gli accorpamenti sono all'ordine del giorno. Perchè il Liceo Scientifico di Nardò, nel tempo, assorbì il Liceo Classico e l'Istituto Magistrale, in ossequio alla norma che i suddetti Istituti, al pensionamento dei propri dirigenti e non avendo e requisiti per restare autonomi, venivano accorpati. Poi nel corso dei decenni sono avvenute altre trasformazioni che hanno portato alla status attuale (addirittura è stato recentemente accorpato l'ex Istituto d'Arte promosso a liceo Artistico proveniente dallo smembramento dell'Istituto Commerciale e per Geometri, quest'ultimo accorpato al Moccia e divenuto oggi Moccia-Vanoni). In questo turbinio di sommovimenti il Liceo Scientifico rimane Istituto Centrale attorno al cui nucleo si sono raccolte le più svariate istanze. Desta, quindi, somma sorpresa che l'anniversario sia passato sotto silenzio, che non ci sia stato un sia pur minimo cenno o riscontro che ne ricordasse l'Autonomia. Nulla, non un convegno, non un dibattito, non un ricordo per un Istituto che ha contribuito alla formazione di centinaia e centinaia di cittadini di Nardò e dei centri vicini, perche per alcuni decenni il Liceo Scientifico di Nardò ha attirato molti studenti da centri vicini massimamente Galatone ma anche Seclì, Leverano e Porto Cesareo. Peccato, chi di dovere ha perso una bella occasione per ricordare e celebrare una pietra miliare dell'Istruzione a Nardò.
Graziano De Tuglie