Nardò, riaffiorano secoli di storia nella piazza della Cattedrale: emergono sepolture, reperti preromani e strumenti del Paleolitico

Importanti ritrovamenti archeologici stanno riportando alla luce le più antiche tracce della presenza umana nel cuore del centro storico di Nardò. Durante i lavori in corso nella piazza antistante la Cattedrale di Nardò, avviati lo scorso 29 maggio, sono emersi reperti di straordinario interesse: frammenti ceramici preromani, diverse sepolture e persino strumenti litici riconducibili al Paleolitico.

 

La scoperta ha reso necessario l’immediato intervento della Soprintendenza, che ha disposto rilievi e indagini archeologiche tuttora in corso. Le attività, che dovrebbero protrarsi ancora per pochi giorni, consentiranno agli studiosi di documentare accuratamente i rinvenimenti prima della conclusione del cantiere e del successivo riposizionamento del basolato della piazza.

repert 7repert 1

I reperti rinvenuti sembrano confermare quanto il sito della cattedrale rappresenti da millenni un luogo privilegiato di insediamento umano. La presenza di strumenti del Paleolitico testimonia infatti frequentazioni risalenti a decine di migliaia di anni fa, mentre i cocci preromani rimandano alle comunità messapiche che abitarono il Salento ben prima della conquista romana. Tanti i turisti assiepati lungo l'area transennata, curiosi o studiosi come l'architetto Giovanni Perrone e il fotografo Aristide Mazzarella. 

repert 2

Particolarmente significative sono anche le sepolture emerse durante gli scavi. Non è raro, nei pressi delle antiche chiese e cattedrali medievali, rinvenire aree funerarie utilizzate per secoli dalle comunità locali. Prima delle riforme igienico-sanitarie dell’età moderna, infatti, era consuetudine seppellire i defunti in prossimità degli edifici religiosi, considerati luoghi sacri e privilegiati per il riposo eterno.

repert 4

La stessa storia della cattedrale affonda le radici in epoche remote. L’attuale edificio, dedicato all’Assunta, sorge infatti su strutture più antiche e rappresenta uno dei monumenti simbolo della città. Le sue origini vengono generalmente fatte risalire all’XI secolo, in epoca normanna, anche se numerosi interventi nei secoli successivi ne hanno modificato l’aspetto originario. L’edificio conserva ancora oggi preziose testimonianze artistiche medievali e barocche, segno della centralità religiosa e civile che ha esercitato nel corso della storia neretina.

repert 5

I ritrovamenti delle ultime settimane sembrano dunque restituire l’immagine di un’area che, ben prima della costruzione della cattedrale medievale, era già frequentata e abitata dall’uomo. Un autentico palinsesto storico, nel quale ogni strato del terreno racconta un’epoca diversa: dalla preistoria alle civiltà preromane, fino al Medioevo e all’età moderna. Il parroco della Cattedrale, mons. Giuliano Santantonio, segue con attenzione le attività di indagine archeologica avviate in un'area che continua a restituire preziose testimonianze della storia di Nardò.

repert 7

Con il completamento delle indagini archeologiche, previsto a breve, il cantiere potrà concludersi e il basolato sarà ricollocato. Resta però il valore di una scoperta che aggiunge nuovi tasselli alla storia millenaria di Nardò e del suo territorio, confermando ancora una volta la straordinaria ricchezza archeologica del Salento.

 

Marco Marinaci

 

0
0
0
s2sdefault

ADV

salento magazine

I più letti