NARDÒ (LE) – Scaduto il termine di 15 giorni concesso all'Amministrazione Comunale di Nardò, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) passa alle vie legali. Questa mattina sono stati ufficialmente depositati tre esposti formali indirizzati alla Procura Regionale della Corte dei Conti, alla Sezione Risorse Idriche della Regione Puglia, all'Autorità Idrica Pugliese (AIP) e ad Acquedotto Pugliese (AQP).
Al centro della battaglia politica e legale c'è la fontana piana a getto sita tra Via Aldo Moro e Via Volta, ribattezzata "la fontana degli sprechi". Secondo i dati ufficiali forniti dagli stessi uffici comunali (Prot. n. 09091/2026), l'impianto ha registrato in meno di un anno un consumo monstre di 1.147.000 litri di acqua potabile, con picchi estivi di oltre 5.300 litri al giorno. Una risorsa idrica primaria che, a causa di inefficienze strutturali dell'impianto, evapora o si disperde nell'ambiente senza essere recuperata, gravando sulle tasche dei cittadini per circa 12.000 euro all'anno tra fatture idriche ed energia elettrica (ben 21.726 kWh consumati nel solo 2025).
"Non siamo più disposti a tollerare il silenzio e l'inerzia del Comune di Nardò", dichiara Loredana Biondo, portavoce di Europa Verde e referente territoriale di AVS Nardò. "Siamo di fronte a una flagrante violazione dell'Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 586/2025, che vieta tassativamente l'uso di acqua potabile per scopi ornamentali in un momento in cui la Puglia affronta una drammatica emergenza idrica. Mentre a cittadini e agricoltori si chiedono sacrifici, il Comune mantiene attiva una macchina dello spreco".
Con gli esposti presentati oggi, AVS chiede alla magistratura contabile di verificare il profilo del danno erariale legato all'esborso di denaro pubblico per l'acquisto di acqua potabile deliberatamente dispersa, e alla Regione Puglia di attivare i poteri ispettivi e di controllo per imporre l'immediato rispetto delle normative anti-siccità.
"Chi nei giorni scorsi ha provato a sminuire la nostra denuncia parlando di 'falsa informazione' o difendendo l'indifendibile – conclude Biondo – dovrà ora rispondere direttamente alle autorità competenti. L'acqua è un bene comune esauribile, non un lusso da sprecare per vanità estetica. Andremo fino in fondo"