NARDÒ – A Nardò torna nelle scuole il “Progetto Martina”, l’iniziativa promossa dal Lions Club Nardò e dal Leo Club Nardò con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sull’importanza della prevenzione oncologica.
A fare gli onori di casa la prof.ssa Anna Clara Caputo 2° collaboratrice del dirigente scolastico, Prof.ssa Maria Rosaria Però. “Il progetto, - ha introdotto l’ingegner Francesco Antico, referente Lions – è nato in memoria di Martina – una giovane colpita da tumore che desiderava diffondere tra i coetanei maggiore consapevolezza sui rischi e sulla prevenzione – si inserisce nelle attività del Distretto Lions 108AB e punta a promuovere una cultura della salute fin dai banchi di scuola”.
Sono due gli incontri organizzati presso l’Istituto di Istruzione Secondaria Superiore “Moccia - Vanoni”, rivolti agli studenti delle diverse sedi. Il primo si è già svolto nella sede tecnica di via B. Acquaviva, mentre il secondo è in programma per giovedì 21 maggio 2026, alle ore 10, nella sede professionale di via Bonfante.
Al centro degli appuntamenti c’è il dialogo diretto con i ragazzi su temi fondamentali come i corretti stili di vita, la diagnosi precoce e il valore dell’informazione. A guidare gli studenti in questo percorso di consapevolezza sono stati la ginecologa dott. Luigia Rimo e l’oncologo dott. Matteo Ramundo, che hanno affrontato argomenti spesso trascurati in età giovanile con un approccio chiaro e scientificamente fondato.
Il dottor Ramundo ha ricordato come il cancro rappresenti, dopo le malattie cardiovascolari, la seconda causa di morte nel mondo, sottolineando l’importanza di iniziare già in giovane età a prendersi cura della propria salute: «Per questo è fondamentale che già a 16, 17 o 18 anni si comprenda quanto sia importante prendersi cura della propria salute e del proprio futuro. Iniziare fin da oggi ad adottare piccoli comportamenti corretti può fare una grande differenza, contribuendo a vivere meglio e più a lungo. Il primo passo è la prevenzione, seguita dallo screening e, solo se necessario – cosa che ci auguriamo sempre di evitare – dalle terapie».
Sulla stessa linea la dottoressa Rimo, che ha evidenziato come lo stile di vita e i fattori ambientali incidano fino al 70% sull’insorgenza dei tumori, spiegando: «Lo stile di vita e i fattori ambientali incidono fino al 70% nel favorire l’insorgenza di un tumore. Ma in che modo? Ogni organo è costituito da cellule che svolgono funzioni precise; talvolta può accadere che una cellula “impazzisca”, sottraendosi ai normali meccanismi di controllo e iniziando a proliferare in modo incontrollato. Per questo è essenziale intervenire il prima possibile, attraverso la prevenzione e una diagnosi tempestiva, cioè effettuata in tempi utili per garantire cure efficaci».
Attraverso incontri come questi, il “Progetto Martina” mira a rompere il silenzio attorno ai tumori, senza creare allarmismi ma fornendo informazioni corrette e aggiornate. L’obiettivo è educare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado a uno stile di vita sano, affrontando temi come alimentazione, fumo, attività fisica e prevenzione, con un messaggio chiaro: informarsi è il primo passo per proteggere la propria salute.