I dolori del giovane Werther: "... una farsa, mentre il gruppo Liberi e popolari è stato svuotato facendo passare gli eletti della lista di Lupo nel gruppo consiliare Difendere Nardò""

Le purghe melloniane di stalinista memoria hanno perso mordente, una ridicola farsa che ha partorito il classico topolino. Una rimestata al paiolo giusto per mescolare una broda priva di ogni sostanza nonostante l'aggiunta di un ingrediente ancora più insipido rispetto ai precedenti.


Per Mellone il ruolo di assessore deve essere ricoperto di marionette senza anima e sopratutto senza cervello; pupi e pupe che non riescono a produrre un'iniziativa qualunque meno che mai un'idea originale; un'idea che possa segnare una spinta propulsiva alla palude mefitica in cui versa Nardò. Fin dal giorno della prima elezione.

Tutto si riduce ai lavori pubblici ricchi di appalti e di incarichi professionali per attività che seducono l'Afaltatore più di ogni cosa; del resto lo disse a chiare lettere in un'intervista che avendo avuto il padre titolare di impresa edile, come tanti ricordano, è l'unico settore che lo intriga. L'assessore quindi sta giusto per figura dato che tutto gestisce in piena soltitudine il sindaco lasciando al delegato giusto il riempimento di quache buca stradale, lo spostamento di qualche lampione e l'abbattimento di qualche albero a favore di qualche commerciante riconoscente.

Esce a questo giro Lupo che gestiva personale, tributi, bilancio e finanze; nel 2016 fiero avversario di Mellone, schierato nelle liste dello stracotto ex sindaco Vaglio seppe subito voltare gabbana e infilarsi nella nuova compagine amministrativa col sostegno anche di De Tuglie, che all'epoca sembrava essere influentissimo. Modesto commercialista non aveva grande dimestichezza con le finanze pubbliche pur avendo fatto il revisore dei conti in municipio (all'epoca proposto da Fracella oppositore di Vaglio) e infatti la sua gestione delle finanze comunali si è rivelata grigia, piena di contraddizioni e di affari opachi (svendita farmacia comunale, vendita oscura del gerontocomio, gerontocomio messo a puntello del bilancio come avevano fatto per quinquenni i suoi predecessori e poi dichiarato di valore nullo) priva di trasparenza con poche notizie ai cittadini elettori senza alcun dettaglio. Nel complesso una gestione negativa anche nel settore del personale dove ha lasciato al sindaco modo di spadroneggiare in combutta con qualche agenzia interinale con assunzioni trimestrali pari pari uguali con quelle dei più bui periodi democristiani.

Ma Lupo continua a dichiararsi fedele di Mellone con un comunicato intriso di ipocrisia in ogni lettera di ogni parola, in ogni segno di interpunzione, oppure ci sono accordi sottobanco. Anche se Lupo non ha prole da sistemare negli organici comunali come è stato per Natalizio.

Nella giunta il posto di Lupo (non le deleghe) viene preso da Marcello Greco, già consigliere comunale el primo quinquennio di Mellone e attuale componente dello staff che ha finora brillato per assoluta inattività tanto che nessuno sapeva se esistesse o meno; assume la delega alla mobilità (delle biciclette forse per far circolare qualcuno sui kilometri, deserti, di piste ciclabili) alla polizia locale, ai servizi demografici, agli affari generali; potrà tranquillamente continuare a fare l'ectoplasma tanto nessuno se ne accorgerà.

Quindi viene rafforzato il concetto che gli assessori per mellone sono poco più che fattorini passacarte e non devono azzardarsi ad avere idee o iniziative originali e si devono limitare ad eseguire quello che Mellone, e qualche sua eminenza grigia, decide.

Quindi Alemanno continuerà a fare il travicello tanto parlerà Manieri consigliere delegato specialista in ovvietà; Capoti si interesserà di buche stradali e pali della luce; la vice sindaca clerical-leghista farà il megafono della curia vescovile. La nuova assessora a bilancio sarà un fantasma come è stata finora; l'ambiente cadrà dalla padella alla brace finendo nelle mani della Puglia dal forbitissimo eloquio infarcito di “Ehh, ohh, ahh, ihh, ehh...” e dalla pletora di manifestazioni scopiazzate qui e la, di qualità bassa e sconfortante; mentre urbanistica e Pug continueranno nella stagnazione assoluta.

Nulla di nuovo sotto il sole per Nardò finita in pieno nella truffa semantica di una finta “rivoluzione” intrisa di solo di propaganda.

C'è però da rilevare una nuova subdola tecnica di annientamento di giubilazione dell'escluso: il gruppo Liberi e popolari è stato svuotato facendo passare gli eletti della lista di Lupo nel gruppo consiliare Difendere Nardò. Manovra tipica di figure alla Mellone dove il cinismo impera.
Certo Pierpaolo Giuri ha fatto un bel percorso di coerenza; da Forza Nuova e Casa Pound per finire a fare da stampella ai giri di valzer di Mellone. Imbarcando tutti e tutto dalla vicesindaca clericale a sconosciuti senza arte né parte politica, senza una coerenza ideale, lontanissimi dalle politiche “Identitarie” che il più suffragato dei consiglieri comunali in carica dice di praticare.

E' proprio vero che il “Parigi val bene una messa” di Enrico di Navarra continua a regnare in ogni tempo e sotto tutte le latitudini e tutte le logitudini.

Werther Messapo

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