Si leva sempre alta la voce della protesta contro la decisione del sindaco di chiudere il Crsec, "Un insulto contro la nostra città e la sua storia"

Continuano gl interventi in difesa, a proposito dell'abusato Difendere Nardò, del Centro Regionale per i Servizi Educativi e Culturali. Il sindaco ha pensato bene di non firmare la proroga. Ha mandato avanti l'assessore alla cultura per cercare di gettare acqua sul fuoco delle polemiche senza ottenere granchè. Anche intellettuali che si erano detti al suo fianco condividendo alcune iniziative si sono schierati convinti a difesa della biblioteca. 

 

La decisione di Mellone non è gradita. Una levata di scudi trasversale e generale che ha visto levarsi alte le voci di Giovanna Sasso, dello scrittore Livio Romano, di Mauro Marino, ma la lista è lunga e non mancano giornalisti ed esponenti sindacali.

Tuona il sindacalista dissidente Maurizio Maccagnano:""La biblioteca comunale di Nardò ha una storia antica nella nostra città. È stata luogo culturale, educativo, centro di dibattiti, sede per conversazioni aperte a tutti. Nardò, per chi non lo sapesse, fu, per secoli, un importante centro bizantino e, dal 1497, sotto la famiglia ducale degli Acquaviva, divenne il principale centro culturale del Salento, sede di Università, di Accademie e di studi letterari e filosofici: fu definito la Nuoua Atene litterarum".

"Abbiamo un centro storico ricco di architettura barocca. Di noi ragazzi degli anni ’70 chi non è andato, in gruppo o da solo, a fare ricerche nella nostra biblioteca comunale, quando di internet e dei computer non si sapeva nulla? In quel luogo dove si entrava in punta di piedi, come in una chiesa, per non disturbare gli altri che studiavano, che facevano ricerca e imparavano dai libri.Quei libri che in quella biblioteca ci sono da centinaia di anni. E sono patrimonio culturale che ci appartiene!"     

"Ed oggi dovremmo assistere all’ennesimo scempio, ai danni di questa città e di tutti noi, per la chiusura o trasferimento della nostra biblioteca o centro servizi culturali? Dovremmo assistere inermi ad un oltraggio alle nostre intelligenze di uomini liberi e democratici?"

"No, non ci sto!"

"E chiunque si senta una cittadina/o di questo Comune, ma ritengo anche dei comuni viciniori, dovrebbe manifestare con noi l’opposizione, il dissenso a questo insulto contro la nostra città e la sua storia".

"Difendiamo la nostra biblioteca, e opponiamoci al suo trasferimento, non possiamo perderla".

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