Nardò, snobbato dagli ex sindaci che aveva invitato, il primo cittadino non si presenta alla cerimonia del 25 Aprile

“Spero vivamente – aveva detto il presidente del Consiglio Andrea Giuranna - che la cerimonia di mercoledì sia condivisa da tutti, nel rispetto dello spirito del 25 aprile e delle istituzioni cittadine. Non a caso abbiamo voluto invitare formalmente gli ex sindaci e gli ex presidenti del Consiglio, che hanno rappresentato negli anni il Comune di Nardò, slegando così la Liberazione da appartenenze e confini politici”. Come non detto. Alla cerimonia non va neanche il sindaco.

 

Un appello accorato che arriva dopo l’ardimentosa impresa dello scorso anno in cui il primo cittadino Mellone non solo non prese parte alle celebrazioni in memoria della Liberazione, ma poi circolarono le immagini dello stesso mentre era allegramente in gita. L’appello all’unità da parte del presidente del Consiglio comunale, Andrea Giuranna, arriva però a tempo scaduto. Ma non solo. Il sindaco addirittura, anche quest’anno, non si è presentato. Eppure erano state organizzate a puntino (melius abundare quam deficere) ben tre deposizioni.

Il ritrovo in piazza Cesare Battisti, e le deposizioni delle corone di alloro , una presso il monumento per i caduti della Guardia di Finanza, una in piazza Umberto I presso il monumento ai caduti e infine la terza corona nella centralissima Piazza Salandra. Tutte deposizioni che il nostro avrebbe dovuto fare in solitaria. Questo perché i sindaci Rino Dell’Anna, Riccardo Leuzzi, Giovanni Però, e Marcello Risi, tutti rigorosamente invitati, con tanto di lettera ufficiale a firma del sindaco e del presidente dell’assise municipale, hanno deciso di disertare. Chi, per una ragione, chi per l’altra, hanno risposto con un bel: no grazie. La cerimonia organizzata dall’amministrazione comunale è stata così snobbata di sana pianta.

Eppure alla cerimonia in pompa magna il sindaco e il presidente dell’assise avevano invitato tutti, ma proprio tutti, compresi tutti i consiglieri comunali e gli ex sindaci e presidenti del Consiglio della città. Durante la cerimonia in piazza Salandra, per altro, il Comune di Nardò ha conferito un riconoscimento al primo luogotenente Antonio Adamo, neritino, in servizio presso la Brigata Marina San Marco, a cui di recente il presidente della Repubblica ha conferito la prestigiosa Medaglia Mauriziana, onorificenza conferita agli appartenenti alle forze armate al compimento dei 50 anni di carriera militare. Insomma il sindaco ha improvvisamente fatto marcia indietro. Al suo posto il presidente dell’assise ed il vice sindaco Capoti che, a fatica, non hanno saputo nascondere l’evidente imbarazzo. Per un forfait evidentemente inatteso.

Ma Nardò oggi è evidentemente divisa. Stamane l’amministrazione comunale da una parte, Arci, ANPI, Diritti a Sud, e Unione degli Studenti in presidio, nello stesso contesto, dall’altra. Ed in cui anche soltanto pronunciare la parola unità nel giorno della Liberazione pare davvero un miraggio. Il sindaco alla fine si è defilato. Presenziano Giuranna e Capoti. Ma pare che l’assenza non sia stata gradita nemmeno da qualcuno della maggioranza che non ha nascosto qualche mugugno.

E nel pomeriggio alle 18.30 in piazza Salandra si ritrovano il Pd, Liberi e Uguali, Nardò Bene Comune, Nardò Liberal, iI Centro Studi "Salento Nuovo" e l'Unione Democratici e Popolari per Nardò. Nel comunicato le sei componenti sottolineano come il 25 Aprile sia "giornata di entusiasmi di libertà e solidarietà che non possono essere condivisi con chi, come a Nardò, coltiva alleanze con movimenti fascisteggianti e impronta la sua pratica politica alla divisione basata sulla denigrazione e l'offesa gratuita e violenta dell'avversario politico".

"Il nostro 25 Aprile vuole essere, al contrario, una giornata di apertura al confronto libero e rispettoso dell'opinione altrui. Vuole essere e sarà, nell'autonomia delle posizioni, un'occasione di crescita per tutta la comunità cittadina che coinvolgeremo in una manifestazione di libertà e di onestà".

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