Nardò, si sfoglia la margherita ma il rimpasto dell'esecutivo sarebbe davvero in dirittura d'arrivo, in ballo una poltrona per due

Il “rimpasto è servito”, a Nardò la nuova giunta Mellone sarebbe oramai dietro l’angolo. Il fine è quello di garantire gli equilibri interni in modo da far sopravvivere il sindaco di Casapound fino a fine mandato. Il rimpasto vedrà in fretta e furia la defenestrazione di un assessore rosa. Ed al suo posto un nuovo ingresso, sempre rigorosamente al femminile. Sulla graticola, come abbiamo già anticipato, l’assessore agli Affari Generali Stefania Albano. Ma non solo.

IL CONVITATO DI PIETRA - I giochi di potere dietro il sipario avrebbero un convitato di pietra d’eccezione, un quanto mai deciso a resistere Antonio Vaglio, l’ex sindaco oggi sostiene il governo presieduto da Mellone ma non saremo sicuri che domani vorrà dare continuità al suo sostegno nel momento in cui la “cognata” dovesse essere messa alla porta. Vaglio è stato al potere per lungo tempo, ben tredici anni, e conosce bene i meccanismi che regolano la vita politica cittadina. Oggi è collocato su posizioni leghiste. Ma domani è tutto da scrivere e non si sa dove lo condurrà la sua prospettiva di sopravvivenza politica. Ecco perché prima di defenestrare la Albano, Mellone farà ogni valutazione compresa quella di ponderare un’eventuale alternativa. La posizione, ad esempio, giudicata debole, è quella dell’assessore Giulia Puglia. Che ha nelle sue mani le deleghe allo sviluppo economico, commercio, industria, agricoltura, sportello unico per le imprese, artigianato, mercati, caccia e turismo. La Puglia non godrebbe di appoggio solidissimo. L’incertezza del nostro gli ha fatto sfogliare la margherita ma il tempo naturalmente stringe. La posizione di Maria Grazia Sodero pare invece meno fragile, le sue deleghe sono per altro di diversa caratura: politiche sociali, politiche per la famiglia, emergenza abitativa, Piano sociale di zona,istruzione. E si sa gli equilibri politici per la propria sopravvivenza politica vanno rispettati ed hanno la priorità anche rispetto alle soluzioni che richiedono i problemi della città.

IN POLE UN MEDICO ED UNA PROFESSORESSA X- Il neo assessore potrebbe essere Luigia Fulgido ma in ballo vi sarebbe anche una misteriosa professoressa, il cui nome starebbe circolando negli ambienti più vicini al cosiddetto “cerchio magico”. A conferma di come i giochi siano quanto mai aperti ed in rapida evoluzione. Di questi tempi non va benissimo per Andare Oltre l’atteggiamento ondivago e l’appoggio ora al Centrosinistra, ora al Centrodestra ora ad Emiliano (Questo per non farsi mancare proprio nulla) non sta portando bene ma sta evidenziando un sempre più evidente isolamento del movimento di estrema destra letteralmente inventato dal sindaco di Nardò. L’incoerenza alla lunga e l’imprevedibilità non pagano, anzi producono un isolamento che non offre grandi prospettive per il futuro. Un futuro che è tutt’altro che roseo. La conferma arriva dalle difficoltà nelle trattative per le prossime elezioni nel capoluogo. A Lecce l’UDC di Ruggeri, ma anche Leu ed un aparte del Pd hanno posto delle pregiudiziali rilevanti tanto che Andare Oltre è stato messo frettolosamente alla porta.

LA POLITICA ONDIVAGA DI ANDARE OLTRE ED IL RISCHIO ISOLAMENTO - L’idea di appoggiare Salvemini è rapidamente naufragata così come i cattivi consigli. L’ex consigliere Molendini lo ha detto chiaramente “vedere oggi a Lecce Andare Oltre pronto a tornare al fianco del centrodestra di Marti, Perrone e Fitto, cioè di coloro contro i quali lanciava strali appena 18 mesi fa, fa pensare che più che del cambiamento, il movimento di Mellone sia sempre stato alla ricerca di una collocazione”. Andare Oltre infatti, stante la difficoltà di collocarsi, sarà costretto a correre verso la poltrona di primo cittadino come un’auto a fari spenti nella notte. Con un Fragola qualsiasi, un consigliere uscente che nelle migliori delle ipotesi potrebbe far ritorno a Palazzo Carafa. Neanche il centro destra lo considera affidabile a quel tavolo d’altronde si era seduto in occasioni delle elezioni provinciali salvo poi decidere, a conferma di una politica ondivaga, di scendere a patti con Minerva che ha poi vinto la singolare tenzone ed ha chiamato nell’esecutivo provinciale il fido melloniano Tondo. Vivere di politica è il sogno del nostro, lo sanno anche i sassi, ma i tempi della politica hanno oggi la lunghezza di un cortometraggio. Bisogna raccattare il possibile, in termini di carriera e di opportunità, in tempi brevissimi. Anche le regionali sembrano lontanissime, ecco che allora una eventuale ricandidatura alla poltrona di primo cittadino potrebbe essere, per davvero ed al di là delle fantasie più sfrenate, l’ultima spiaggia. Dorata.

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