Liste d’attesa, non se ne può più. Lo Spi di Lecce aiuterà i cittadini a pretendere la tutela del diritto alla salute. Sit-in lungo due settimane davanti agli ospedali della provincia

Lecce, 4 ottobre 2022 – Oggi alle 9.30 prende il via anche in provincia di Lecce la campagna “Liste d’attesa, non se ne può più”, ideata dallo Spi Cgil Puglia. Il Sindacato Pensionati Italiani della Cgil torna a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema ed invita i cittadini ad agire. Da oggi fino a mercoledì 12 ottobre, lo Spi Lecce sarà presente davanti ai presidi ospedalieri della provincia, con sit-in e volantinaggio.Si parte da Lecce, nei pressi dell’ex Vito Fazzi di Lecce (piazzetta Bottazzi). “Il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica è drammatico”, dice la segretaria generale dello Spi Lecce, Fernanda Cosi . “Gli anziani ed i cittadini meno abbienti che non possono permettersi prestazioni a pagamento si vedono di fatto negato il diritto alla salute e alla cura. Tutto ciò è intollerabile”. Il calendario. Lo Spi Lecce consegnerà il materiale divulgativo seguendo questo calendario (dalle ore 9.30 alle 12.30): 
 
martedì 4 ottobre Ex Fazzi (p.tta Bottazzi) di Lecce
mercoledì 5 ottobre Ferrari di Casarano 
giovedì 6 ottobre
Sacro Cuore di Gesì di Gallipoli
venerdì 7 ottobre
Sambiasi di Nardò
lunedì 10 ottobre
Panico di Tricase
martedì 11 ottobre
Santa Caterina Novella di Galatina
mercoledì 12 ottobre
Delli Ponti di Scorrano
 
Il volantino.
Con il volantino che sarà distribuito davanti ai presidi sanitari salentini, lo Spi informa cittadine e cittadini su quel che prevede la legge in tema di liste d’attesa. Il medico di base o lo specialista per le prime visite e le prime prestazioni devono sempre indicare sulla richiesta una classe di priorità alle quali la norma assegna un tempo massimo di attesa. Eccole codice per codice: U entro massimo 3 giorni, B entro massimo 10 giorni, D entro massimo 30 giorni per le visite e 60 giorni per gli esami diagnostici, P entro 120 giorni. Nel caso di ricoveri programmati invece le previsioni sono le seguenti: A entro 30 giorni, B entro 60 giorni, C entro 180 giorni, D senza un’attesa massima definita.
 
Le contestazioni scritte.
“Nonostante i ripetuti incontri unitari e gli sforzi recentemente compiuti dalla Asl, purtroppo le liste d’attesa si allungano sempre di più. Continuiamo a ricevere segnalazioni e lamentele su un servizio essenziale per la vita dei cittadini. In alcuni casi ai pazienti non viene assegnata alcuna data, negando di fatto un diritto costituzionalmente garantito”, spiega la sindacalista. “La legge va rispettata. Sospendere o addirittura chiudere le liste d’attesa è illegittimo. Cittadine e cittadini devono pretendere di avere una data certa per le proprie cure”. Per ogni violazione di questo diritto è possibile avviare una contestazione in forma scritta. Le sedi
comunali o di quartiere dello Spi Cgil sono a disposizione per fornire qualsiasi informazione sul tema e per aiutare le persone a tutelare i propri diritti.
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