I dolori del giovane Werther: il semi-endorsement di Fratelli d'italia, ed i neritini che la prossima estate vedranno il mare col binocolo

L’asfaltatore mette le vele al vento, il suo fiuto da affarista della politica, da mercante levantino alla ricerca narcisistica del suo successo personalistico lo consiglia di riposizionarsi.

 

La stagione politica della sinistra volge ad un gelido inverno di opposizione, anche con l’appoggio del caravanserraglio dei rimasugli pentastellati che stanno ridiscendendo sbandati e raccogliticci le valli elettorali che avevano scalato tracotanti appena un lustro addietro.

Allora il nostro buon Asfaltatore (che miserevole fine per uno che si travestiva da ecologista) mette le vele al vento. Non spera più di ricavare qualcosa dal suo amplesso con Emiliano, ha già raschiato il fondo del barile; la sua bulimia narcisistica di protagonismo non può arrestarsi con l’inaridirsi del torrente “Michelone”. E torna a guardare dalla parte opposta dello schieramento politico, dalla parte da cui dice di provenire.

Perché è vero che i suoi inizi politici si sono dispiegati a destra ma solo per puro caso, non possiede né mai ha posseduto convincimenti e principi saldi che lo possano caratterizzare come un prodotto della destra italiana, estrema o moderata che sia. Piuttosto il suo dna affonda i cromosomi in quel sistema di potere democristiano di terza o quarta schiera più attento alla gestione della cosa pubblica che al raggiungimento dei principi cattolici nell’impianto ideale dello Stato.

Già con l’intervista al “Corriere Salentino” dello scorso 29 marzo, Mellone lancia aperti segnali al centro destra e segnatamente a Fratelli d’Italia, a quei movimenti di cui ha determinato la sonora sconfitta alle ultime provinciali di Lecce. Con quel meschino “do ut des” che prevedeva l’incasso della presidenza dell’Area di Sviluppo Industriale, ricordiamolo ad onta del “disinteresse” di cui farnetica l’Asfaltatore. In quell’intervista Mellone ricorda i suoi contatti “ad ogni livello” con FdI e ammiccando indica, tra le righe, una sua prossima deriva verso quel versante.

Ed ecco irrompere il semi-endorsement del politicamente bollito Fracella, già acerrimo nemico con carte bollate dell’Asfaltatore, che si dichiara “orientato” dal suo elettorato a sostenere Mellone. Dopo tante giravolte il fu alfiere della destra neritina si accasa “orientato” dal suo elettorato. Oppure alla fine di una raffinata manovra tattica volta a coprire il nuovo giro di valzer come potrebbero indicare le candidature, già espresse da tempo, del responsabile giovanile di FdI e della figlia dell’ultima portavoce nota di FdI, creatura politica del Fracella stesso?

Comunque Fracella, già 5 anni addietro, era stato destinatario di un crollo di consensi che ne avevano sancito la chiara ininfluenza sullo scenario amministrativo di Nardò. Al punto di pensare che oggi è nelle condizioni del noto proverbio: “Quandu no mi ole ceddrhi chù mi do allu bon gesù”. Condizione di ininfluenza aggravatasi con l’ingresso di Fitto e delle sue truppe cammellate in Fratelli d’Italia regionale e provinciale.

E potrebbe essere proprio l’uomo di Maglie, notoriamente di memoria elefantiaca e molto vendicativo, l’ostacolo che l’Asfaltatore potrebbe trovare sulla sua strada; ostacolo temibile perché proveniente anch’esso da una cultura democristiana abile nell’equilibrismo e nelle manovre di corridoio ma di caratura infinitamente superiore a quella rustica e dozzinale dell’Asfaltatore.

Qui Mellone si gioca le sue ambizioni di continuare a fare il politicante a vita, memorabili alcune sue profetiche esternazioni (ripetute in tanti suoi circoli più stretti) dopo le regionali del 2015 quando alcuni sprovveduti sconosciuti approdarono in consiglio regionale. Fitto è l’unico ostacolo che si frappone tra lui e la realizzazione del suo sogno, molto malcelato, di campare di politica a vita. Perché Forza Italia attende stancamente di tirare le cuoia assieme al suo fondatore mentre la Lega ha clamorosamente, stando ai sondaggi recenti, fallito il suo “sfondamento a Sud”.

Se l’uomo di Maglie metterà tutto il suo peso ad ostacolarlo sarà la fine dell’Asfaltatore anche se le strategie dei democristiani di alto bordo sono raffinatissime al livello del più sublime macchiavellismo. Ad una iniziale accondiscendenza e a benevoli iniziali incentivi potrebbero succedere velenosi e subdoli tranelli di distruzione totale di chi ha osato mettere in atto un’offesa come quella delle provinciali leccesi e delle regionali.

Intanto a pagarne le spese saranno i cittadini di Nardò stretti tra la megalomania acuta dell’Asfaltatore Narciso e l’inconsistenza dei suoi avversari, alcuni chiaramente candidati di comodo funzionali a strategie ideate a Bari. I neritini intanto vedranno il mare col binocolo o col drone per soddisfare l’esagerata voglia di grandezza dell’Asfaltatore volto a realizzare "solo" il suo delirio di potenza politica.

Werther Messapo

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